Che cos'è la “rivoluzione” per Jiddu Krishnamurti
La crisi è una crisi nella consapevolezza.
Una crisi che non può più far accettare le vecchie norme, i vecchi modelli, le antiche tradizioni.
E considerando quello che è il mondo oggi, con tutta la sua miseria, i suoi conflitti, la brutalità distruttiva, le aggressioni... ci rendiamo conto che l’essere umano è ancora com’era in passato.
È ancora brutale, violento, aggressivo, avido, competitivo... e ha costruito una società basandosi su queste linee guida.
Ciò che siete dentro è stato proiettato all’esterno, sul mondo; ciò che siete, ciò che pensate e sentite, ciò che fate nella vostra esistenza quotidiana, viene proiettato fuori di voi e va a costituire il mondo.
Vedendo tutto ciò, la confusione, la grande infelicità, il senso di enorme malessere, ogni serio indagatore direbbe che è possibile trasformare questa società solo se l’individuo trasforma realmente se stesso, ovvero se si rigenera dalle fondamenta.
La sola rivoluzione che può cambiare il mondo è una rivoluzione nell’individuo, nelle sue attitudini e nella sua condotta rispetto alle sue relazioni, non soltanto con le altre persone, ma anche con le cose, con la natura e con le idee.
Quello che stiamo cercando di fare, con tutte queste discussioni, è di vedere se noi possiamo radicalmente portare ad una trasformazione della mente.
Non accettando le cose per quello che sono, ma capendole, entrandoci dentro, esaminandole, dando il cuore, la mente e tutto ciò che hai per scoprire quello che devi scoprire: un modo di vivere differente.
Ma questo dipende da te, non da qualcun altro.
Perché per fare ciò non ci sono insegnanti, né allievi, non c’è alcun leader, né guru, non ci sono maestri, né salvatori.
Ogni guru è una trappola.
Ogni leader è un tiranno.
Ogni maestro confonde.
La malattia del secolo si chiama “dipendenza”.
Il contatto con la propria anima è ridotto a una debole luce.
Se fossimo in contatto con il nostro cuore profondo, cioè il luogo reale dello spirito, non accetteremmo nessun leader, nessun maestro, nessun guru.
Saremmo indipendenti.
Svegli.
Vigili.
Autonomi e non automi.
Tu stesso sei l’insegnante e l’allievo.
Tu sei il maestro, il guru, il leader... tu sei tutto!
E dentro di te hai tutto quello che serve.
Capire questo significa trasformare ciò che è.
il Mago Bianco

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